VERGOGNOSO TRAFFICO DI RIFUGIATI BURUNDESI IN RWANDA

a4Secondo fonti attendibili, i rifugiati burundesi in Rwanda sono diventati una merce per il governo ruandese. E’ di notorietà pubblica che i giovani burundesi rifugiati nei campi, in particolare quello di Mahama, sono stati reclutati per formare una ribellione armata, destinata ad abbattere il governo del Burundi. La denuncia è venuta dagli esperti delle Nazioni Unite, che hanno portato avanti una indagine molto approfondita e hanno consegnato recentemente un rapporto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Ma non è tutto. Si è scoperto che il numero dei rifugiati consegnato all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) comprende solo in piccola parte i burundesi, cioè solo 27.659  dei 81.243. Gli altri sono rwandesi, raccolti dolosamente nei campi profughi, per gonfiare il numero. In questo modo, l’ACNUR versa i soldi e il cibo per falsi profughi, che sono dirottati nel sostentamento delle caserme militari e delle famiglie di alti ufficiali.

I rwandesi  (circa 53.000) che ufficialmente risultano essere profughi burundesi sono programmati per essere mandati nei paesi di accoglienza (Stati Uniti, Australia, etc.) per il ricollocamento, mentre i veri burundesi rimarranno a marcire nei campi profughi. E’ già accaduto con i Banyamulenge, che si erano rifugiati in Rwanda, durante le guerre degli anni 1996-2000. Al loro posto partirono in America dei veri rwandesi che si facevano chiamare banyamulenge, mentre questi sono rimasti ammucchiati miseramente in Rwanda.

Molti dei burundesi rifugiati in Rwanda non sono fuggiti per un pericolo imminente, ma rispondevano ad una doppia propaganda: quella del regime rwandese che  li invitava a partire e prometteva loro monte e meraviglia, e quella dell’opposizione radicale burundese che li incitava a scappare per salvarsi di un ipotetico genocidio. All’arrivo in Rwanda, li  aspettavano al confine dei bus gran turismo, climatizzati, che li conducevano nei campi profughi. Una pubblicità  ingannevole che nascondeva il lato mercantile dell’operazione. Il governo del Burundi in collaborazione con l’ACNUR dovrebbe adoperarsi per fare rientrare questi cittadini burundesi tenuti in ostaggio in Rwanda, sfruttati per generare soldi e cibo per il regime di Kagame.

 

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